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Aritzo

Aritzo è un paese della provincia di Nuoro, compreso nella Barbagia di Belvì, nella Sardegna centrale. Confina con i territori di Desulo, Belvì, Meana Sardo, Laconi, Gadoni, Seulo, Seui ed Arzana. Il paese, posto ad un’altezza di circa 800 metri, è adagiato in una splendida vallata alle pendici del Gennargentu, immerso fra rigogliosi ed estesi boschi di castagni e noccioli. Nel territorio, ricco di sorgenti di acqua limpida e freschissima, non mancano poi i boschi di querce e leccio, la caratteristica macchia mediterranea e specie endemiche come la peonia selvatica e la digitale purpurea. Aritzo si presenta come un tipico paese di montagna, con un grazioso centro storico fatto di strette viuzze lastricate su cui si affacciano le tipiche casette in pietra con balconi in legno. Grazie alla posizione ottimale, al piacevole clima e agli splendidi paesaggi naturali che lo circondano, è diventato uno dei più rinomati centri turistici della Sardegna. Aritzo è inoltre particolarmente conosciuto per la bontà e prelibatezza delle castagne.

Come arrivare a Aritzo:

In auto:
- da Cagliari si percorre la SS 131 sino allo svincolo per Furtei, continuando per Barumini, Laconi, per poi arrivare ad Aritzo.
- da Sassari si percorre la SS 131 verso Nuoro si continua quindi in direzione Fonni, si continua per Tonara, per poi arrivare ad Aritzo.
- da Oristano si percorre la SS 131 arrivando allo svincolo per Furtei, continuando per Barumini, Laconi, per poi arrivare ad Aritzo.
- da Nuoro si procede in direzione Fonni, si continua per Tonara, per poi arrivare ad Aritzo.

La Storia:

Aritzo durante il Medievo faceva parte della Barbagia di Belvì o di Meana, nel regno giudicale di Arborea. Nel 1324 venne formato il Regno catalano-aragonese di Sardegna, dapprima alleato e poi avversario del Regno di Arborea. Nel 1420, quando questo cessò di esistere, Aritzo diventò un paese del Regno catalano-aragonese di Sardegna e insieme agli altri paesi dell'ex curatoria venne concesso in feudo a Ferdinando Pardo.Verso il 1480 questi lo cedette alla Corona che lo vendette poi a Giovanni Pages. In seguito Aritzo venne nuovamente compreso nel Patrimonio Regio andando a far parte dell’incontrada della Barbagia di Belvì. A partire dal 1767 le sue rendite vennero concesse ai Lostia fino al suo riscatto nel 1838. Aritzo appartiene all’Archiodiocesi di Oristano.

 

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